20
Lug

Tormento ed estasi

                                                         

                                                                                                                                                                   

Per motivi che comprenderete, questa volta, dovrò essere vaga.

Perdonatemi sin d’ora.

La ricerca è passione, questo è fuor di dubbio, e, quindi, spesso, anche sacrificio e tormento, qualche volta frustrazione, molte volte estasi.

I linguaggi burocratici, i tecnicismi, i tempi elefantiaci della macchina amministrativa, le sue palesi contraddizioni,fanno di tutto per sminuire, per cancellare, per ironizzare.

Così, un giorno scopri archi, volte, pozzi e , il giorno dopo, vieni aggredita, con livore, quasi con rabbia, da chi considera tutto questo un semplice fastidio, un ostacolo per i propri, bassissimi, fini.

In altura ho trovato entusiasmo ed affetto e curiosità. Ho visto i bambini affacciarsi incuriositi sullo scavo, gli anziani chiedere notizie, gli scettici piegarsi all’evidenza delle scoperte, i giovani entusiasmarsi ed offrirsi come volontari.

Ho ri-conosciuto quel modo di sentire gli altri che,pur nei suoi limiti (e chi non ne ha?) , spinge molti di noi a continuare a resistere, a non mollare (Angela, lo vedi?).

A valle, nella nebbiosa valle che non guarda più alle montagne ma che si accartoccia nei suoi complessi di inferiorità filocostieri, coltivando lo stupido sogno di poter essere ciò che non sarà mai, ho visto, ancora una volta, la cecità, la supponenza, la boria,opposta alla disponibilità, alla freschezza dell’entusiasmo, alla volontà di “fare”.

Volevo chiedervi di starmi vicino in questo momento, in questa domenica di dubbi, di perplessità, di incertezze.

Volevo chiedervi di dirmi di restare, di aspettare, di continuare a ri-cercare.

Volevo chiedervi di sostenermi in questa strada che porta alla terra, e che dalla terra nasce e che nella terra trova la sua profonda ragione d’essere.

Ecco, questo è il Threnos domenicale, ma anche ciò che  mi permetto di chiedere a voi, amici della cp.

Venitemi a trovare, venite a vedere cosa la nostra terra può regalare, e, se potete,fatemi sentire la vostra forza, perché, oggi,la tentazione di andarmene è tornata.

Prepotente.

@franco

grazie,punto.

07
Lug

C’è una foto

C’è una foto

in cui guardi altrove

e sei vestita di bianco.

Ancora non sai le dieci gravidanze

gli otto figli

gli sguardi cupi

i silenzi

le fritture della domenica.

                                                  

Ancora non ti vesti

di abiti di jersey

 a fiori viola

Non c’è intorno a te

l’odore del chiuso

e la tua poltrona

vicino alla finestra

a suggerirti la vita.

 E i chili in più

ed i capelli

che portavi lunghissimi e neri,

tagliati corti

come una monaca in penitenza.

Ci sei tu

col tuo profilo austero

ed il tuo abito bianco.

05
Lug

il passo del gambero

 

 

 

 

 

 

 

 

si procede a passo di gambero

ma le nasse sono fatte apposta

per questo camminare all’indietro

con la paura di cadere

di perdersi.

così si finisce intrappolati.

che stupidi che siamo!

millenni di strada

per diventare così piccoli.

non mangio i gamberi

da tempo

li osservo sul fondo

nascondersi ad ogni minimo indizio di pericolo.

è nella loro natura

non, forse, nella nostra.

e.m.

03
Lug

Ciò che viene a fiorire e a morire

Non mi lamento, non imploro, non piango,
Tutto passerà come il fumo dai bianchi meli;
Preda all’oro dell’appassire,
La mia giovinezza, lascerò.

E tu toccato dal freddo, o mio cuore,
Come ora più non batterai;
E il paese di betulle d’indiana
A camminare scalzo più non mi tenterà:

Anima vagabonda! Sempre più di rado
Tu agiti la fiamma delle labbra.
Mia perduta freschezza, furia
Degli occhi, pieni dei sensi!

Sono oggi più avaro di desideri, mia vita?
O ti ho soltanto sognata?
Sembra che in un sonante
Mattino di primavera
Io abbia cavalcato sopra un roseo cavallo.

Lento cola dagli aceri il rame delle foglie…
Sia dunque in eterno benedetto
Ciò che viene a fiorire e a morire.

(Esenin)

03
Lug

Occhi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

i miei cani, quando rientro, mi corrono incontro e mi fanno festa e riconoscono gli amici che vengono a trovarmi.

agata mi porta tutti i suoi giochi

bimba torna ferma al suo posto come una statua e mi guarda, dolcissima.

due giorni  lontana da loro.

adesso so già che c’è chi mi sbatterà in faccia ben altri sentimenti, ben altri motivi di gioia.

ma io, quando guardo i miei cani correre liberi su in montagna, mi sento felice come loro.

senza “se” e senza “ma”

semplici, essenziali, primitivi.

e li invidio.

un pò.

29
Giu

Persuasione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ammetto di avere una passione sconfinata per i romanzi di Jane Austen.Ecco la solita sdolcinata, direte voi…eh no, signori miei, eh no!

Tempo fa avrei indicato Elisabeth Bennet come uno dei miei personaggi preferiti.

Adesso mi rendo conto di preferire di gran lunga Anne Elliot.

Persuasione è l’ultimo romanzo della Austen, e, a mio avviso, è uno dei più completi, dei più complessi e dei più arguti ritratti di caratteri che siano mai stati scritti.

Comprendetemi, non si tratta della passione per una romantica storia d’amore, ma per le modalità narrataive con le quali questa scrittrice riesce ad avvicinarsi al climax,e, poi, alla risoluzione degli eventi.

All’improvviso, dopo aver annaspato, trova la chiave e può accadere tutto come lei vuole che accada.

Ma è anche la sua capacità satirica che mi affascina profondamente e mi diverte:la descrizione della stupidità, dello snobismo, della vacuità di uomini e donne del suo tempo è pungente, cattiva quasi, ma mai stucchevole o astiosa.

La trovo straordinaria, ancora oggi, anche rileggendola per la ventesima volta.

“Sir Walter Elliot di Kellynch Hall, nel Somersetshire, era uomo che, per suo unico divertimento, non prendeva in mano che un unico libro: l’Albo dei Baronetti”.

e.

25
Giu

est locus Italiae medio…

 

 

pausa per il troppo caldo. 37 gradi all’ombra, mi dicono, ma sono convinta che, tra smog, affollamento umano ed altri fattori, non siamo al di sotto dei quaranta gradi.

il che sarebbe un ottimo motivo per smettere di fumare.

vedremo.

c’è un luogo, in mezzo all’Italia…

sotto alti monti…

stavo pensando che sarebbe bello se la cp volesse,  in un giorno di vento, provare a sentire ciò che Mephitis ha ancora da dire.

forse resterebbe muta, come ha quasi sempre fatto, continuando a borbottare indifferente

o, forse, ci impesterebbe con i suoi miasmi, ridendo dei nostri ipersensibili nasi

eppure potremmo provare

senza nostalgie sciocche, ognuno con le sue motivazioni, con il suo “dentro”

pensiamoci.

24
Giu

Una visione trasversale:le colonne del sé

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“forsan et haec olim meminisse iuvabit”

come quando ti muovi nel mondo con una leggerezza nuova.

superi il sacro recinto dell’io e cammini, zigzagando, verso “mete” che si fanno chiare solo da molto vicino, per poi dissolversi di nuovo, quando ne intravedi altre, durante il cammino.

le domande si fanno oziose, inutili, perché non ti servono risposte.

i puzzle che hai lasciato incompleti sul tavolo dello studio ti sembrano molto più belli così

i difetti ti fanno sorridere, intenerire, divertire.

le dolcezze- che hai tentato strenuamente di difendere dal “dolore” -diventano una corazza luccicante

i sorrisi si fanno più frequenti e non c’è bisogno di grandi momenti per regalarli o per riceverli

l’accoglienza, la complicità, la sorpresa sono le chiavi di volta del giorno.

hai trovato la giusta trasversalità nel tuo vivere.

E sai bene che è solo un periodo.

23
Giu

Un pomeriggio di aprile ad Atene.

22
Giu

IDDU…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli strombolani , quando si riferiscono al vulcano, lo chiamano “Iddu”(è alle mie spalle in questa foto scattata un paio di mesi dopo gli eventi del 2003)

Mi stavo chiedendo se pure noi abbiamo coniato-nel tempo- una sorta di definizione del genere per riferirci al nostro personale “Iddu”, il terremoto.

Perché? Perché ho notato che gli strombolani hanno, in un certo senso, esorcizzato la presenza di un rischio incombente evitando di nominarne apertamente la fonte, ma, in un certo senso, assolutizzandola con l’attribuzione di un pronome personale in maiuscolo.

Sarei curiosa di sapere cosa ne pensate voi.

e’